Premessa

PREMESSA SUL SETTORE TEATRO, SPETTACOLO, ARTI PERFORMATIVE E FIGURATIVE C.S.A.In.

blog-fiorettaÈ un dato ormai certo che nelle dinamiche sociali micro e macroeconomiche, sempre più frequentemente al giorno d’oggi si sottolinea l’importanza del fattore culturale e se ne evidenzia la specificità. È infatti certamente vero che la Cultura non è una risorsa come tutte le altre, ed è ancor di più un dato veritiero se consideriamo la Cultura ed il fattore culturale come risorse migliori di altre per il nostro sistema Paese.

Se infatti, da un lato, si sono registrate e si registrano sostanziali flessioni nella produzione di beni e servizi in molti settori, d’altro canto, il consumo di cultura e di spettacolo non solo sembra reggere alla congiuntura economica sfavorevole, ma, in molti casi, dimostra addirittura di reagire positivamente alla recessione del sistema. Mentre infatti il cinema, lo sport e molte altre attività del tempo libero, dimostrano di resistere sia pure in maniera contraddittoria alla crisi, altri indicatori, come la domanda di attività teatrali e musicali e di consumo culturale in genere, registrano addirittura inequivocabili valori positivi di crescita. Questo contrasto fra consumi in generale e consumi culturali appare ancora più sorprendente se si pensa all’impossibilità di massima di capitalizzare beni dello spettacolo e della comunicazione.

palco2Quello che si compra e si consuma infatti, nell’uno e nell’altro caso, oltre ad essere innanzitutto immateriale, è un prodotto che tradizionalmente è sempre stato considerato, a torto collo, un bene effimero, sostanzialmente labile e di breve durata. Alla luce di questi riscontri, in parte contraddittori, occorre chiedersi cosa stia accadendo in Italia, e non solo in Italia, se i consumi immateriali, i beni immateriali come un film, un concerto o una rappresentazione teatrale, una partita di calcio o un match sportivo, legati al tempo libero e allo stare insieme, dimostrano di saper resistere ed affrontare così bene alla crisi strutturale del nostro sistema. Un convincimento che alla luce dei dati e di riscontri empirici va consolidandosi è che i settori dello spettacolo e della cultura rappresentano un volano di sviluppo economico dalle potenzialità enormi e dai limiti sconosciuti. Per molte ragioni però questo resta ancora poco evidente e poco chiaro a molti, nonostante, come andrà emergendo nelle successive analisi:

  • lo spettacolo, il teatro, le arti performative e figurative rappresentano delle attività in costante sviluppo, in grado di produrre all’interno dei propri ambiti nuovo lavoro e ricchezza anche in condizioni difficili di mercato;
  • lo spettacolo è un fenomeno sottodimensionato, e quindi ancor più importante di quello che i dati ad oggi disponibili riescono a dirci, dove si avverte una atavica carenza di ricerca, di analisi e di adeguamento agli standard internazionali ed alle innovazioni tecnologiche;
  • lo spettacolo infine è in grado di inventare lavoro e professionalità anche al di fuori del proprio settore di pertinenza, grazie al forte ed indissolubile legame con altri settori economici, quali il turismo, lo sport ed i servizi, creando un forte indotto ed aprendo sempre nuove nicchie di mercato, espandendo e allargando continuamente i propri confini.

Quindi, mentre continua ad essere essenziale una costante analisi dei parametri di riferimento quantitativi e macrosociologici sui consumi dello spettacolo così come su quelli culturali in genere, risulta altrettanto essenziale incominciare a porre massima attenzione agli aspetti qualitativi del consumo di spettacolo e di arte. Occorre pertanto adottare criteri analitici, passando dalla forma ai contenuti, da approcci quantitativi ad approcci conoscitivi quanti-qualitativi, che consentano di delimitare e normare le evoluzioni del mercato riuscendo allo stesso tempo ad apportare nuove soluzioni e nuove professionalità e specializzazioni anche al mondo del lavoro.