L’unione europea e la Formazione

I passi dell’Europa in materia di istruzione e formazione

Facendo riferimento alle dinamiche che coinvolgono il mondo della Formazione, della Istruzione e dell’inserimento lavorativo, a parere della scrivente risulta obbligatorio delineare uno scenario sovranazionale di massima che riguarda sia le politiche condotte dall’Unione Europea per promuovere lo sviluppo di sistemi formativi continentali in grado di affrontare le sfide poste dal processo di globalizzazione in atto, sia le politiche condotte dai singoli Stati membri dell’Unione per rispondere alle sollecitazioni proposte a livello europeo e mondiale, con particolare attenzione al versante dell’Istruzione, della Formazione professionale e dell’inserimento lavorativo. In particolare i paragrafi seguenti prendono in esame le politiche condotte nell’ultimo decennio, all’inizio del quale è stata varata la strategia di Lisbona, fino alla proposizione della nuova strategia per il 2020. Si è trattato di un periodo molto intenso per quanto riguarda l’attività europea in questo ambito che ha portato, nel quadro del processo di Copenaghen, alla definizione di un sistema orientato all’apprendimento permanente ed al varo di tre importanti Raccomandazioni che hanno introdotto un Quadro europeo per le qualifiche, un sistema di riconoscimento dei crediti formativi ed un riferimento europeo per l’assicurazione di qualità.

Gli obiettivi di Lisbona

Il 23 e 24 marzo del 2000, il Consiglio europeo tenne a Lisbona (da cui l’appellativo Strategia di Lisbona) una sessione straordinaria dedicata ai temi economici e sociali dell’Unione Europea. Il Consiglio di Lisbona partì dalla premessa che l’Unione si trovava dinanzi a una svolta epocale risultante dalla globalizzazione e dalle sfide presentate da una nuova economia basata sulla conoscenza. Questi cambiamenti interessavano ogni aspetto della vita delle persone e richiedevano una trasformazione radicale dell’economia europea. L’Unione doveva modellare tali cambiamenti in modo coerente con i propri valori e concetti di società, anche nella prospettiva dell’imminente allargamento. Ne conseguiva la necessità per l’Unione di stabilire un obiettivo strategico chiaro e di concordare un programma ambizioso al fine di creare le infrastrutture del sapere, promuovere l’innovazione e le riforme economiche, e modernizzare i sistemi di previdenza sociale e d’istruzione. Pertanto i Capi di Stato e di governo dell’Unione convennero di realizzare in Europa, entro il 2010,l’economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale. È nel perseguimento di tale obiettivo che vennero avviate una serie di ambiziose riforme, il cui status è stato periodicamente valutato in occasione dei Consigli europei di primavera. Il raggiungimento di questo obiettivo ha richiesto la definizione di una strategia globale volta a modernizzare il modello sociale europeo, investendo nelle persone e combattendo l’esclusione sociale, ed a predisporre il passaggio verso l’economia e una società basate sulla conoscenza, migliorando le politiche in materia di società dell’informazione e di R&S, accelerando il processo di riforma strutturale ai fini della competitività e dell’innovazione e completando il mercato interno. Il Consiglio europeo di Lisbona ha riconosciuto il ruolo determinante svolto dall’istruzione quale parte integrante delle politiche economiche e sociali, strumento del rafforzamento della competitività dell’Europa nel mondo e garanzia di coesione delle nostre società e del pieno sviluppo dei cittadini. In tale quadro il Consiglio inserì, tra i punti chiave della politica comunitaria per l’occupazione, quello di attribuire una più elevata priorità all’attività di apprendimento lungo tutto l’arco della vita quale elemento di base del modello sociale europeo, promuovendo accordi tra le Parti Sociali in materia di innovazione e apprendimento permanente, sfruttando la complementarità tra tale apprendimento e l’adattabilità delle imprese e del loro personale.

Il processo di Copenaghen per la formazione professionale

Nel marzo 2002, il Consiglio europeo di Barcellona, approvando il programma di lavoro sul follow-up degli obiettivi di Lisbona, stabilì l’obiettivo di “rendere l’istruzione e la formazione in Europa un punto di riferimento a livello mondiale per il 2010”. Il Consiglio invitò inoltre ad intraprendere ulteriori azioni per introdurre strumenti volti a garantire la trasparenza dei diplomi e delle qualifiche adattate al settore dell’istruzione e formazione professionale. Facendo seguito al mandato di Barcellona, il Consiglio dell’Unione europea (Istruzione, Gioventù e Cultura) approfondì le questioni riguardanti l’Istruzione e formazione professionale (VET) ed emanò a Copenaghen (2002) una Dichiarazione volta a promuovere una maggiore cooperazione in materia di istruzione e formazione professionale. Il Consiglio sottolineò le sfide fondamentali, per i sistemi di istruzione e formazione professionale europei, rappresentate dalla costruzione di un’Europa basata sulla conoscenza e di un mercato del lavoro europeo aperto a tutti e dalla necessità di adattarsi continuamente alle evoluzioni e alle richieste mutevoli della società. L’intensificazione della cooperazione nell’istruzione e formazione professionale avrebbe fornito un valido contributo sia per realizzare con successo l’allargamento dell’Unione europea, sia per conseguire gli obiettivi fissati dal Consiglio europeo di Lisbona. Venne pertanto introdotto il metodo della Cooperazione rafforzata nell’Istruzione e formazione professionale (VET), con la finalità di incoraggiare un maggior numero di individui a fare un più ampio uso di opportunità di apprendimento professionale, a scuola, nell’istruzione superiore, sul posto di lavoro o attraverso corsi privati. In particolare vennero individuate quattro priorità:

  • Rafforzare la dimensione europea dell’istruzione e formazione professionale, allo scopo di migliorare e di intensificare la cooperazione, così da facilitare e promuovere la mobilità e lo sviluppo di forme di cooperazione interistituzionale, di partenariati e di altre iniziative transnazionali, tutto al fine di dare maggiore visibilità al settore europeo dell’istruzione e della formazione in un contesto internazionale e far sì che l’Europa fosse riconosciuta, a livello mondiale, come un punto di riferimento in materia di apprendimento.
  • Trasparenza, informazione, orientamento:
    – Aumentare la trasparenza nell’istruzione e formazione professionale tramite l’attuazione e la razionalizzazione degli strumenti e delle reti di informazione, anche grazie all’integrazione all’interno di una unica cornice di strumenti quali il CV europeo, i Certificate e Diploma supplement, il Quadro comune europeo di riferimento per le lingue ed Europass.
    Rafforzare le politiche, i sistemi e le prassi che sostengono l’informazione e l’orientamento negli Stati membri a tutti i livelli educativi, formativi ed occupazionali, in particolare per quanto concerne l’accesso all’apprendimento, l’istruzione e la formazione professionale e la trasferibilità e il riconoscimento delle competenze e delle qualifiche, in modo da agevolare la mobilità occupazionale e geografica dei cittadini in Europa.
  • Riconoscimento delle competenze e delle qualifiche:
    Esaminare i modi per promuovere la trasparenza, la comparabilità, la trasferibilità e il riconoscimento delle competenze e/o delle qualifiche tra i vari Paesi e a differenti livelli elaborando livelli di riferimento, principi comuni di certificazione e misure comuni, fra cui un sistema di trasferimento di crediti per l’istruzione e formazione professionale.
    Sostenere maggiormente lo sviluppo delle competenze e delle qualifiche a livello settoriale rafforzando in particolare il coinvolgimento e la cooperazione delle Parti Sociali.
    Definire una serie di principi comuni concernenti la convalida dell’apprendimento non formale ed informale al fine di assicurare una maggiore coerenza tra le modalità seguite dai vari Paesi e a differenti livelli.
  • Garanzia della qualità:
    Promuovere la cooperazione in materia di garanzia della qualità, con particolare attenzione allo scambio di modelli e metodi, nonché ai criteri ed ai principi qualitativi comuni in materia di istruzione e formazione professionale.
    Prestare attenzione alle esigenze in materia di formazione degli insegnanti e dei formatori attivi in ogni tipo di istruzione e formazione professionale.

Il presupposto di tale strategia è che l’istruzione e la formazione sono mezzi indispensabili per promuovere l’occupabilità, la coesione sociale, la cittadinanza attiva, nonché la realizzazione personale e professionale.

Verso Europa 2020

4La strategia di Lisbona per la crescita e l’occupazione è stata la risposta comune dell’Europa per affrontare le sfide della globalizzazione, del mutamento demografico e della società della conoscenza.
Essa era rivolta a creare un’Europa più dinamica e competitiva per assicurare un futuro prospero, equo ed ambientalmente sostenibile per tutti i cittadini. Nonostante gli sforzi comuni questi obiettivi sono stati raggiunti solo in parte e la dura crisi economica ha reso queste sfide ancora più pressanti. Per emergere dalla crisi e preparare l’Europa al prossimo decennio la Commissione europea ha proposto la “strategia 2020”. La strategia Europa 2020 succede a quella approvata a Lisbona, condividendone alcuni aspetti, e propone un progetto per l’economia sociale di mercato europea nel prossimo decennio, sulla base di tre obiettivi prioritari strettamente interconnessi che si rafforzano a vicenda:

  • crescita intelligente, attraverso lo sviluppo di un’economia basata sulla conoscenza e sull’innovazione;
  • crescita sostenibile, attraverso la promozione di un’economia a basse emissioni inquinanti, efficiente sotto il profilo dell’impiego delle risorse e competitiva;
  • crescita inclusiva, attraverso la promozione di un’economia con un alto tasso di occupazione che favorisca la coesione sociale e territoriale.